19.5.17

ENERGAS/KUWAIT: STOP ALL’IMPIANTO DI MANFREDONIA CAUSA MERCURIO




di Gianni Lannes

Il mercurio è al bando nel mondo. La ratifica della Convenzione di Minamata sul mercurio conferma il ruolo almeno sulla carta dell’unione europea nella tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. La prima riunione della conferenza delle parti della convenzione di Minamata sul mercurio si terrà dal 24 al 29 settembre 2017 a Ginevra in Svizzera. Uno dei più grossi grattacapi per Bruxelles viene dall’Italia, precisamente dalla Puglia.
Sui fondali del porto industriale di Manfredonia nella Daunia, su una superficie di ben 8,5 chilometri quadrati, per anni l’Eni ha scaricato impunemente arsenico e mercurio, rilevato più recentemente dall’Ispra.


L’area marina è stata perimetrata dal ministero dell’Ambiente il 10 gennaio 2000. Da allora, però, nonostante gli ingenti finanziamenti pubblici elargiti alla Syndial (ovvero all’inquinatore Eni) la bonifica non è mai stata realizzata; in compenso le autorità hanno autorizzato nello stesso specchio acqueo, addirittura coltivazioni ittiche. E i sindaci Prencipe, Campo e Riccardi non hanno mai denunciato alcunché, mentre adesso il primo cittadino pro tempore, tale Riccardi Angelo del partito democratico, sotto processo a Pescara per gravi reati penali, intende far realizzare sempre all’Eni un impianto fotovoltaico sulle terraferma contaminata.

Ora sul medesimo territorio pende al MISE il procedimento di autorizzazione alla realizzazione di un gigantesco impianto di gas a petrolio liquefatto (un gas serra messo al bando dall’ONU con l’accordo di Parigi, entrato in vigore nel 2016) che utilizzerà proprio il porto alti fondali per l'attracco di navi gasiere, e come terminale per un gasdotto subacqueo di 10 chilometri. Poiché i sedimenti marini della zona sono intrisi di mercurio, il progetto di Diamante Menale è predestinato al naufragio.

Se il governo italiano favorirà ancora l’Energas/Kuwait Petroleum, si ritroverà una nuova procedura d’infrazione, oltre un processo sicuro alla corte di giustizia europea, nonché alla corte dei diritti dell’uomo.

Su iniziativa dell’UE, il nuovo trattato mondiale sul mercurio, denominato Convenzione di Minamata sul mercurio, è stato negoziato e concluso nel 2013. La politica dell’UE in materia di protezione contro il mercurio è tra le più ambiziose. Tuttavia, poiché tra il 40 e l’80% del mercurio accumulato in Europa proviene da emissioni la cui fonte si trova in altre parti del mondo, è necessario un intervento deciso a livello internazionale per proteggere la salute dei nostri cittadini.

Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, da me direttamente informato sulla situazione di Manfredonia ha dichiarato: 
«Il nuovo trattato mondiale sul mercurio contribuirà a proteggere milioni di persone nel mondo intero dall’esposizione a questi metallo pesante tossico. La ratifica del trattato da parte dell’UE è stata la mossa determinante che ne ha fatto scattare l’entrata in vigore. Si tratta di un grande successo della diplomazia verde dell’UE, che sottolinea l’impegno dell’Europa a favore di azioni decise e concertate a livello internazionale».

La convenzione di Minamata, dal nome della città giapponese in cui si è verificato il peggior caso mai registrato di inquinamento da mercurio, non soltanto rafforzerà le norme ambientali a livello mondiale, ma contribuirà anche a creare condizioni di parità, dato che tutte le principali economie dovranno applicare requisiti ambientali simili a quelli già in vigore nell’UE.

Le donne in stato di gravidanza, i neonati e i bambini sono particolarmente esposti ai rischi derivanti dal mercurio presente nella catena alimentare, e la Convenzione permetterà di diminuire notevolmente la loro esposizione al mercurio a lungo termine.

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